| |
La Voce dell'A.LP. - Numero 18 - L'istruzione Nautica (Giorgio Paolo Prefumo)
Spett.le A.LP., Prof. Pio Vintera e Cap. Giuseppe Rosso,
ringrazio per gli inviti alle belle mostre a Villa Cambiaso, che grazie all'amico Pio (che è anche pittore) è diventata un centro culturale savonese, purtroppo difficilmente intervengo perchè, in autostrada in specie, il traffico è enorme, per TIR ed auto. Io in auto guido sicuro, purtroppo non mi pare che tanti altri in auto superveloci o in enormi TIR siano molto affidabili!
Trasmetto un mio scritto apparso sul notiziario telematico a cura di Decio Lucano 24 DLNEWS 2012 di settembre, a proposito di un dibattito apparso sull'istruzione nautica, molti sono gli iscritti (circa 1400 tra Genova e Camogli), ma pochi sostengono gli esami e s'imbarcano. Ho ricevuto una lettera (via Facebook) di un ex della mia epoca, Diego Gariboldi da Miami, imbarcato come secondo su Carnival, che lamenta il trattamento e dice che per gli italiani non c'è molta considerazione. Allego entrambe. Con i più cordiali saluti ed Arrivederci.
Facciamo il punto sull'istruzione nautica
Non ci si può accanire sulla preparazione dei giovani quando il sistema formativo non contempla una scuola specifica.
Ce n'è bisogno, troppi parlano di come si istruiscono i capitani e come si formano i docenti.
Abbiamo ricevuto un contributo da parte dell'ingegner Giorgio Prefumo, già docente e poi preside dei nautici di Savona e Genova, autore di fondamentali testi di macchine marine e di preparazione agli esami professionali, membro di commissione agli esami in capitaneria, che pubblichiamo volentieri.
Negli Istituti Nautici le varie Riforme sembra non abbiano affatto migliorato la preparazione, ho fatto una dozzina di volte il Commissario d'Esame in Direzione Marittima (9 volte dopo il pensionamento dal 2005 al 2009), oltre a moltissime maturità nei Nautici, ed ho potuto constatarlo di persona. Sono poi stato sostituito per le Abilitazioni con l'ing. Trevis, docente in servizio come prescritto ( le mie erano supplenze, essendo i nuovi docenti non ancora ben provveduti in merito), che però mi ha confermato tale impressione.
Purtroppo è prevalso il concetto di liceizzazione, anche per questioni economiche, gli Istituti tecnici sono costosi. Le Riforme hanno annacquato i corsi, eliminate o accorpate materie, e diminuiti gli orari, introdotto il sabato libero con rientri; gli accorpamenti hanno poi messo insieme Istituti diversi con Capi Istituto di varia esperienza. Ho visto spesso mettere presidi nei Tecnici laureati in filosofia, giurisprudenza , e nei Licei laureati non letterati, che penso conoscono ben poco le lingue antiche ed i classici. Ora pare che si elevi a mille allievi il requisito per il non accorpamento, gli istituti accorpati spesso sono tra loro lontani, ed il preside dovrebbe avere l'ubiquità.
Altro inconveniente, abbiamo rilevato che i candidati in Capitaneria dei cinque Istituti liguri sono sempre pochi, 5 - 10, o poco più per le due abilitazioni patentino e patente (cosa che succedeva anche negli anni ottanta col S. Giorgio di Genova con oltre 1000 allievi).
Ho sentito dire nei Convegni dai rappresentanti armatori che preferiscono gli asiatici o extra comunitari perché più preparati, ovviamente pretesti per reclutare equipaggi più a buon prezzo. Le Società d'armamento curano poco l'addestramento giovani, che devono rivolgersi a privati per la preparazione esami, non essendo l'Accademia in grado di soddisfare le richieste con corsi specifici. L'Accademia dal 2005 al 2011 ha portato al patentino solo 287 ufficiali, in maggioranza di coperta. Forse era bene autorizzare i Nautici maggiori e più efficienti a svolgere Corsi ITS per i giovani interessati all'imbarco.
Dei miei due volumi di preparazione Esami Macchinisti se ne sono vendute oltre 6000 copie, non tanto a Genova, dove pochi sono i candidati, ma in tutta Italia. Ora il Collegio Capitani ha sponsorizzato anche i tre quaderni del prof. Ciomei di Viareggio per gli Esami Capitano L. C., tali testi servono certamente a colmare lacune varie di preparazione.
Per la lingua inglese leggo che i risultati non sono buoni, specie al patentino Si osserva che con appena un anno d'imbarco l'inglese fluente è spesso una pretesa utopistica, dipende poi dal tipo di nave dove sono imbarcati.
I candidati macchinisti conoscono abbastanza bene la nave su cui erano imbarcati, ma hanno idee confuse sugli altri argomenti, ed hanno dimenticato la parte d'Elettrotecnica (a bordo vi è l'elettricista), di Teoria nave e le parti teoriche, pur studiate a scuola. Non mancano comunque le eccezioni e giovani ben preparati, con buona preparazione acquisita a bordo diligentemente, e poi rivista sui libri.
Ho esperienza per i macchinisti, per i candidati per la coperta (sono di norma una volta e mezza del numero macchinisti) le cose sembrano anche peggio, con gran numero di bocciati specie nel Sud..
Si è fatto un Governo tecnico (si dice per l'inettitudine dei politici e lo scandalo dei rimborsi, ecc.), anche nella scuola si dovrebbe procedere in tal modo, mettendo esperti specifici a seconda degli Istituti, a scanso di scambiare i Capi Istituto in Commissari politici o Amministratori (vi è già il Direttore Amministrativo).
I docenti spesso non sono preparati e aggiornati per gli insegnamenti nautici, e spesso non sono mai stati a bordo di una nave, o ci sono stati di rado.
Il buon professor Figari ( mio ex alunno) all'Università porta i laureandi in ingegneria navale a bordo delle Grandi Navi Veloci, proprio per questo.
I Nautici sono Istituti chiaramente specifici, e devono essere propedeutici dei programmi d'esame d'abilitazione con programma internazionale, quindi atipici; dovrebbero avere una organizzazione a parte (un tempo erano gestiti dalla Marina militare).
Per evitare imbarchi e rapidi sbarchi si devono inviare gli allievi a viaggi istruzione guidati, o stage a bordo, in modo da rendersi conto della vita di bordo. A Genova si è fatto e si continua a fare ( facevo fare viaggi e stage fin dalle seconde classi , e stage) ; purtroppo al momento molti diplomati non vogliono imbarcarsi perché lavoro lontano da casa, non così per quelli dei paesi del Terzo mondo o dell'Est Europa, più poveri che li sostituiscono...
Infine, per quanto abbia cercato, non ho trovato i programmi in dettaglio dei vari insegnamenti: per i programmi del 1965 , per quelli dell'Orione e del Nautilus esistevano i libri dei programmi (per il Nautilus erano stati proposti anche moduli per ogni materia, ed era un libro di molte pagine).
|
|
Giorgio Paolo Prefumo
|
|
|